Ciao Nicoletta

Oggi la nostra scuola è in silenzio. Un silenzio che non è pace, ma dolore.

È incredulità. È smarrimento. È quella mancanza che sembra impossibile da colmare.

Quando nella scuola viene a mancare una persona, non viene a mancare soltanto una collega. Viene a mancare un pezzo della nostra comunità, della nostra quotidianità, della nostra famiglia. E chi vive davvero la scuola lo sa: quando se ne va uno di noi, per un momento sembra che anche i muri facciano più fatica a restare in piedi.

Tu non eri soltanto una maestra eccezionale. Eri una giovane donna, un'amica, una presenza preziosa. Una di quelle persone che entrano nella vita degli altri con discrezione e poi vi lasciano un segno che non si cancella.

Oggi, più che mai, sentiamo quanto siano vere le parole che guidano la nostra idea di scuola: cuore, ascolto, rispetto, umiltà, famiglia, comunità.

La scuola è questo. È esserci. Anche quando non ci sono parole. È stringersi nel dolore. È sostenersi quando le gambe tremano. È prendersi cura gli uni degli altri quando sembra di non avere più nulla da dare.

Alla tua famiglia va il pensiero di tutti noi. Non esistono parole capaci di raggiungere un dolore così grande. Possiamo solo stringerci a voi, con discrezione e con tutto l'affetto possibile.

A noi, oggi, resta il compito più difficile: andare avanti. Non sappiamo ancora come fare, ma vogliamo credere che sarai proprio tu, in qualche modo, ad aiutare a rialzarci.

Lo faremo insieme. Con il cuore. Con il silenzio quando servirà. Con le lacrime. Con la cura. Con la forza della nostra comunità. E continueremo a fare scuola anche per te, portando con noi ciò che sei stata e il bene che ha lasciato.

Ciao maestra. Ciao amica. Ci mancherai in un modo che oggi non sappiamo nemmeno raccontare. Ma resterai.

Nel cuore dei tuoi bambini.

Nei tuoi colleghi.

Nella nostra scuola.

E in tutti noi che abbiamo avuto la fortuna di incontrarti.

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